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Lega A I nostri avversari

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Vecchio 8th March 2010, 22:58
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Discussione che sale di livello.
Le osservazioni di Glauco sono sicuramente da tener presenti nelle ridefinizione delle regole di funzionamento dello sport italiano.
Norman mi pare offra una strada percorribile per evitare che si verifichi quanto evocato da Glauco. Oggi il business plan di una moderna squadra di pallacanestro di vertice è molto più complesso di una volta. Non vi sono più solo i ricavi del botteghino e degli sponsor, ci sono anche i ricavi relativi ai prodotti offerti in televisione, in radio e su internet. Il merchandising rappresenta per l'Italia un potenziale ancora inesplorato. Le fonti di ricavo possono essere molteplici. Alcune di queste fonti, come la televisione e gli sponsor, rendono meno importanti di una volta i ricavi per i biglietti venduti. Per gli sponsor è meglio avere dei palazzetti grandi e pieni perchè questo, al di là degli incassi, permette di vendere meglio il prodotto. L'obiettivo del basket italiano deve essere quello di massimizzare il suo valore in maniera sostenibile nel lungo periodo. Questo creerebbe una torta abbastanza grande per far vivere una lega composta da 18 squadre. Un obiettivo potrebbe essere quello di creare una lega compsta da squadre che fatturino complessivamente 200 milioni di euro. Questo permetterebbe ad ogni squadra di avere un budget superiore ai 10 milioni di euro. In queste condizioni il basket italiano ritornerebbe a fiorire.
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Qual è la differenza tra calcio e rugby?
Il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da mascalzoni, il rugby è il contrario: uno sport da mascalzoni giocato da gentiluomini (frase forse pronunciata per primo da Serge Blanco, leggenda del rugby europeo)

... to take part in "a severe contest between intelligence, which presses forward, and an unworthy, timid ignorance obstructing our progress" The Economist, first published in September 1843.
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Vecchio 10th March 2010, 16:55
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Originariamente inviata da larry bird Visualizza il messaggio
Il merchandising rappresenta per l'Italia un potenziale ancora inesplorato. Le fonti di ricavo possono essere molteplici.
Sono completamente d'accordo, però ora come ora la strada del merchandising non è percorribile.
Il potere del merchandising che l'NBA ha in Italia come in tutto il resto del mondo prende il sopravvento su qualsiasi cosa. Purtroppo il basket italiano ha un seguito esiguo, se ora come ora vai da qualsiasi ragazzino e gli chiedi: "ti piace il basket?" lui ti risponderà sicuramente :" si ho visto la partita di ENNEBIA su Sportitalia, quel Lebron James è davvero forte"; purtroppo non c'è più l'attaccamento che c'era una volta ai "colori locali".
Io in giro per Milano non ho mai visto un ragazzino andare in giro con la maglietta di Mordente o Bulleri come dubito che a Pesaro ci siano ragazzini in giro con la maglietta di Hicks o di Green.
Il problema è che se le società italiane investissero molti soldi nel merchandising ora come ora rischierebbero di perderne la maggior parte.
In Italia l'unico modo per poter sfruttare al massimo il canale del merchandising è che la squadra sia vincente a livello nazionale, ma soprattutto a livello europeo.
Senza queste condizioni, secondo me, è improponibile aprire questo tipo di canale commerciale
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Ciao ciao Natalino....
SCIOCCO N 2327
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Vecchio 6th May 2010, 23:08
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Il presidente della Scavolini Spar Stefano Vellucci ha diffuso oggi una nota "per fare chiarezza sul passaggio delle nostre quote societarie della Vuelle, anche perché sono state scritte e dette cose che non rispondono a realtà." In un articolo apparso sul quotidiano "Il Resto del Carlino" edizione di Pesaro, veniva riportata la notiza secondo cui la famiglia Vellucci per disfarsi dellle quote sociali avesse chiesto 140000€. Il Presidente Vellucci, replica, così, a quelle voci:
"Non abbiamo mai chiesto un euro per la cessione della società - si legge nella nota -anche perché,se dovessimo rientrare degli investimenti fatti dovremmo chiedere una cifra veramente alta. L'unico aspetto riguardava il parco giocatori del settore giovanile che, grazie agli investimenti fatti ed al reclutamento nella nostra regione ed in italia, ha ora un elevatissimo valore ed e' considerato tra i primi 3 in Italia;pertanto ci sembrava corretto conoscerne il futuro anche nel rispetto degli impegni che abbiamo preso con le famiglie che ci hanno affidato i loro figli.
L’ulteriore aspetto fondamentale riguarda le regole ed i programmi di sviluppo della Vuelle. Diamo infatti il benvenuto al nuovo imprenditore che ci subentrerà, gli facciamo un grosso “in bocca al lupo” e apprezziamo il grande lavoro fatto dall’amministrazione comunale per trovare il nostro sostituto;ma dobbiamo considerare che la Vuelle per noi è come un figlio.
In questi 5 anni l'abbiamo accompagnata e accudita quotidianamente portandola dal fallimento, dopo aver riacquistato tutti i trofei che hanno rappresentato la storia della società, fino all’ultima finale europea;senza dimenticarci che regalammo il titolo della nostra società di B1 (Falco), che abbiamo vinto 2 campionati di seguito bruciando le tappe del piano e che lasciamo una società senza debiti e con un credito e una rispettabilità nel settore estremamente elevati;e per tutto cio’ non possiamo che essere fieri ed orgogliosi perche’ per noi il basket e la Vuelle sono molto di piu’ che una passione.
La Vuelle come più volte abbiamo detto è patrimonio della città e come tale deve essere gestita nell'interesse e nel rispetto dei consorziati che sono a tutti gli effetti soci importanti, del personale che lavora con alto impegno qualitativo, degli sponsor e soprattutto dei tifosi,che in ogni caso sono sempre stati vicini alla squadra e rappresentano un grande valore riconosciuto in tutta italia. Proprio per tutto questo vogliamo lasciare con la consapevolezza che il nuovo assetto societario portera’ la Vuelle a traguardi ancora piu’ importanti e che alcuni aspetti siano portati a conoscenza di tutti, pertanto:
Chiediamo che il programma di sviluppo per i prossimi anni sia serio e ambizioso (noi facemmo un programma che prevedeva il ritorno in serie A nell'arco dei 3 anni).
-Chiediamo quali saranno le regole di copertura delle perdite (nella gestione precedente erano coperte in parti uguali tra Scavolini e Vellucci)
-Desideriamo che il nuovo imprenditore si assuma un impegno pluriennale e che il bilancio continui a essere gestito con la stessa attenzione e oculatezza che ha contraddistinto la nostra gestione
-Ci auguriamo che anche il settore giovanile possa avere la continuità di risultati e di investimenti per garantire i successi degli ultimi 5 anni,e pertanto vorremo sapere il budget che sara’ destinato al suo sviluppo (nel nostro programma era stato posto un accenno importante al suo sviluppo e per questo oltre ad un reclutamento significativo era stata creata una foresteria dove attualmente sono presenti 15 ragazzi).
-desideriamo sapere,infine, chi avrà le responsabilità operative di conduzione della società,ed in ogni caso che lo faccia gratuitamente come gratuitamente l'ho fatto io in questi 5 anni.
Riteniamo importante in questo momento di passaggio che ci sia trasparenza su questi punti in quanto la Vuelle è un bene della città e noi tutti abbiamo fatto in questi 5 anni grandi sforzi e vogliamo che siano valorizzati per un futuro sempre più ricco di soddisfazioni e di nuovi traguardi."
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Vecchio 29th May 2010, 13:31
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Mmmm....amici pesaresi non sono così ottimisti...speriamo che quanto riportato da Basketnet corrisponda alla realtà.
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Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e automobili; il resto l’ho sperperato.(George Best)

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Vecchio 29th May 2010, 16:00
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Con l'ingresso della azienda pesarese Ifi, che rileva il 20% delle quote di Stefano Vellucci, prende corpo la nuova Scavolini. In società entra anche Sauro Bianchetti, proprietario di Siviglia Wear che ha acquisito un altro 20% di quote.
La nuova società si chiamerà Scavolini-Siviglia e il restante monte quote sarà ripartito al 40% a Valter Scavolini e il restante 20% al consorzio "Pesaro Basket". Dopo cinque stagioni esce quindi di scena Spar.
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Vecchio 29th May 2010, 17:14
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Ho visto che lo conferma anche la gazza...bene.
Bella notizia per il basket italiano...perdere un'istituzione come il il sig.Scavolini sarebbe stato molto grave per tutto il movimento.
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Vecchio 14th July 2010, 21:42
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Firma e passaggio di quote avvenuto tra la famiglia Vellucci e la coppia Bianchetti-Ifi: nasce finalmente la Scavolini Siviglia 2010/11. Campagna arrivi e partenze già avviata, si attendono altri colpi sul mercato

Si è così arrivati addirittura sino al 12 luglio per vedere l'ufficializzazione del passaggio di quote dalla Spar dei Vellucci alla coppia Bianchetti-Ifi che sancisce la nascita, non prematura, della Scavolini-Siviglia che dovrà tenere alti i vessilli pesaresi nel prossimo campionato di basket.


Di seguito un breve riassunto di questo tormentone.

- I Vellucci's: Stefano e Piergiorgio lasciano, non senza qualche dispiacere ed arrabbiatura, come avevano promesso a metà stagione. Sicuri che il marchio Spar non si ammirerà su altri campi della pallacanestro che conta?

- Scavolini: a lui il comando come socio di maggioranza con il 40%. A lui anche l'onere di essere presente in misura maggiore di quanto successo nelle ultime stagioni. Ci stupirà con effetti speciali o il suo sarà un low profile?

- Sauro Bianchetti: nel 2009 il giro d'affari della sua società è cresciuto del 35%, tanto per gradire. Da Marotta a Teramo per poi planare su di una piazza storica ma per nulla facile come Pesaro. Un anno di assestamento per poi investire maggiormente o semplice toccata e fuga? Staremo a vedere.

- Ifi: ottima azienda, 400 dipendenti, ben sette marchi in faretra ed i capelli bianchi, che san sempre di saggezza, dell'uomo di riferimento Maurizio Testaguzzi.

- Franco Del Moro: sarà con ogni probabilità lui il presidente della società. Boh. Mah.

- Consorzio Pesaro Basket: Stefano Vellucci era stato bravo nel crearlo, questo consorzio. Ora quanti rimarranno ad elargire euro alla amata Vuelle? Non facile da dirsi con la probabilità che qualcuno possa tirarsi fuori dopo tutto questo caotico ambaradan.

- Luca Dalmonte: lui, come i ciclisti Barbalich e Montini, è sempre rimasto saldamente in sella. Non è Phil Jackson, non è Ettore Messina (che poi neppure lui vince sempre) ma per questa Pesaro può andare benissimo. Si raccomanda solamente un filo di brio in più in sala stampa.

- Hicks, con grosso suo rammarico (si dice che avesse già iscritto la figlia alla scuola qua in città), è sceso di categoria. Shaw lo rivedremo anche il prossimo anno ma la maglia sarà quella teramana (ed i suoi layup sbagliati da un centimetro non ci mancheranno) mentre Green con quella biancoverde di Avellino. In bilico il marine Cinciarini: forse ancora Biella nel suo futuro? Sicuro di restare il barbudos Flamini.

- Sotto le plance in arrivo il bis formato da Marco Cusin e dal lituano (sì, come Zukauskas) Tautvydas Lideka. Buon colpo per il budget Vuelle quello del lungo italiano che non è Robert Parish ma ha ancora del margine di miglioramento e che sarebbe assolutamente complementare con l'ex Cantù: una ventina di minuti a testa, centimetri e chili in abbondanza per una discreta coppia di lunghi. Dalla Serbia giunge invece Nemanja Aleksandrov, che andrà ad occupare lo spot di Sakota nel 2009/10. Pare fatta anche per l'ex Ferrara e Virtus Bologna Andre Collins.
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